Colpa vs responsabilita' e accettare e permettere

August 7, 2017

 

Questi due vocaboli vengono spesso confusi completamente l'uno con l'altro, portandoci a confondere un atteggiamento tossico con uno sano. In realta' i due termini non potrebbero avere un significato piu' distinto nella guarigione dell'abuso narcisistico e dalla codipendenza, e qui vorrei chiarire questa distinzione.

 

Il senso di colpa di per se e' una cosa sana. Ci permette di capire quando stiamo agendo in una maniera che danneggia qualcun'altro, e quindi di cambiare immediatamente il nostro comportamento. Ad esempio, se pestiamo il piede a qualcuno, ci sentiamo giustamente in colpa, chiediamo scusa a quella persona e la aiutiamo nel caso le abbiamo fatto male. Tutto qui. Questo e' un senso di colpa sano.

 

Un senso di colpa malsano e' un senso di colpa che non e' proporzionato o derivante dalle circostanze esterne. Un senso di colpa malsano e' quando ad esempio ci sentiamo in colpa o responsabili per le azioni degli altri.  O quando ci sentiamo in colpa per cose che non dipendono da noi, come per cio' che siamo, per la nostra personalita', per le nostre preferenze, o per circostanze esterne al di fuori dal nostro controllo. Un senso di colpa malsano si distingue perche' non vi e' un meccanismo colpa-responsabilita' sano accessibile. La colpa rimurgina dentro di noi senza un'apparente soluzione. In pratica, indipendentemente da cosa facciamo sembra non cessare.

 

Questo senso di colpa malsano e' quello che spesso viene confuso (del tutto erroraneamente) con un senso di responsabilita'. Ci si sente "in colpa per tutto" e si confonde questo con l'essere responsabili, ma non sono per nulla la stessa cosa. La responsabilita' infatti implica la possibilita' di cessare il senso di colpa. Spiego meglio.

 

In un meccanismo colpa-responsabilita' sano, una persona svoge un'azione che risulta in una conseguenza spiacevole, si sente in colpa per tale azione passata, si resposabilizza agendo a riguardo nel presente per creare un futuro sereno e senza piu' colpa, e lo crea. La colpa e' qualcosa che ha a che vedere con il passato. La responsabilita' ha a che fare con il presente ed il futuro. E' il modo in cui sfruttiamo il presente appunto per cambiare futuro. Col senso di colpa malsano tale possibilita' e' inesistente, e quindi non si entra mai nel senso di responsabilita'.

 

Infatti un senso di colpa malsano ci tiene bloccati in tale senso di colpa senza permetterci di uscirne. Esso si manifesta quando ad esempio ci sentiamo in colpa non per qualcosa che abbiamo fatto e che possiamo cambiare, ma per cio' che siamo (non possiamo cambiare cio' che siamo, quindi diventa impossibile toglierci la colpa di cio'!) oppure alternativamente quando incolpiamo un'altra persona di cio' di un passato che non piace a *noi* (se incolpiamo l'altra persona, non possiamo fare nulla per uscire dal senso di colpa perche' non abbiamo controllo sulle altre persone!) oppure quando ci sentiamo in colpa per circostanze al di fuori del nostro controllo.

 

In tutti questi casi, rimaniamo bloccati. Ci sentiamo in colpa per qualcosa che fondalmentalmente non dipende da noi (il comportamento degli altri, cio' che siamo, o circostanze fuori dal nostro controllo) e cio' ci blocca dal poter passare ad agire nel presente, assumendoci le nostre responsabilita di cio' che possiamo fare e cio' che e' nel nostro controllo per cambiare tale senso di colpa.

 

Nella relazione codipendente-narcisista questo blocco di colpa malsano e' spesso molto presente. Il narcisista tende ad far leva sui sensi di colpa malsani del codipendente (che solitamente e' cresciuto con genitori che gli hanno insegnato a sentirsi in colpa di cose che appunto non dipendono da lui), per non evolversi, o/e il codipendente rimane in uno stato di vittimismo dando la colpa al narcisista di cio' che non gli piace nella situazione, e quindi nessuno si prende la resposabilita', e la situazione non si evolve.

 

Questo meccanismo si sblocca nel momento in cui uno dei due (di solito il codipendente) si rende conto che non ha colpa di cio' che e' fuori dal suo controllo, andando a risolvere i traumi che hanno creato appunto i suoi sensi di colpa malsani. A quel punto si rende conto che ha solo colpa delle cose che sono nel suo controllo e che puo' cambiare, e agisce per cambiarle (si prende la responsabilita'). Prendersi la responsabilita' della situazione significa quindi il contrario di addossarsi colpe smisurate, ma invece capire in che modo si puo' agire per migliorare la situazione ed agire in tal modo.

 

C'e' un'altra interpretazione di questo meccanismo, che rende la confusione tra questi due termini estremamante simile alla confusione trai i termini accettare e permettere.

 

Infatti il senso di colpa smisurato o malsano implica che ci sia qualcosa di sbagliato nella situazione passata, che non puo' essere accettato.. ed e' quindi uno stato di non accettazione.

 

Spesso le persone confondono il termine accettare - che implica un comportamento sano - con il termine permettere nel senso malsano della parola. Ad esempio "io accetto che lui mi tradisca", o "accetto che mi tratti male" implica un permettere qualcosa che viola le nostre necessita', il nostro volere e desiderio, insomma che viola i nostri confini. Accettare ha un significato opposto. 

 

L'accettazione ha a che vedere con l'autenticita'. E' uno stato opposto a quello della resistenza, e' uno stato nel quale siamo presenti con la realta' di cio' che sentiamo, di cio' che stiamo vivendo, di cio' che accade intorno a noi. E' uno stato nel quale non resistiamo e non lottiamo contro o non neghiamo la realta' dell'accaduto, o di cio' che sentiamo, e di cio' che e', ma ci permettiamo di vederlo e di constatarlo in modo onesto ed autentico. L'accettazione puo' essere capita meglio con la metafora dellab bussola. Se ci troviamo in un posto e stiamo cercando di arrivare in un'altro posto, con l'utilizzo della cartina, per riuscire nel nostro scopo con successo, dobbiamo innanzitutto sapere dove siamo. Una volta che sappiamo dove siamo, sulla cartina e con una bussola possiamo procedere nella direzione giusta per raggiungere il nostro scopo. Se non sappiamo dove siamo, non importa in che direzione andiamo, non sapremo mai se stiamo andando nella direzione giusta. La non accettazione e' proprio questo secondo caso, nel quale non constatando la realta', non ci permettiamo di progredire. 

 

Nel caso di una relazione tossica tra codipendente e narcisista, accettare non significa permettere l'abuso del partner tossico. Significa accettare la realta' che la persona con cui stiamo e' tossica, e' priva di amore, ci usa, eccetera, accettare che noi siamo codipendenti e siamo partecipi a queste dinamiche tossiche attraverso i nostri traumi, e quindi accettare che le cose stiano cosi', senza negarlo, evitarlo o resisterlo e combatterlo. Una volta constatata con onesta' questa situazione, possiamo agire nel presente per cambiarla e migliorarla, ad esempio guarendo i nostri traumi, concentrandoci sul nostro benessere, distaccandoci dalla persona tossica, eccetera.

 

Nel caso in cui siamo in uno stato di non accettazione, ad esempio non vogliamo constatare che siamo in una relazione tossica, vogliamo illuderci e credere che il nostro partner non sia disturbato, o illuderci e credere che noi non siamo codipendenti e non stiamo partecipando alle dinamiche tossiche attraverso le nostre parti traumatizzate, non ci diamo la possibilita' di fare nulla di costruttivo per migliorare la situazione.

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