Un contratto

July 11, 2017

Tornando in patria mi aspettavo che sarebbero riaffiorati dei traumi ancora soppressi legati al mio passato qui. Ed infatti l'altra sera mentre osservavo la casa dove sono ospite sono stata travolta da un senso di agghiacciante solitudine. All'inizio resistevo questa sensazione, ma poi ho deciso di lasciarmi trasportare da essa. Guardando i fregi sul soffitto elegante della casa sono stata catapultata come in un tunnel alla mia adolescenza. Mio padre aveva comprato una casa antica con fregi simili, nella quale aveva messo mia madre - sua sofferente schiava - e me e mia sorella, una bella prigione dove tenerci a sua disposizione. Ricordo che la sensazione per me, che stavo iniziando la mia adolescenza, era come essermi svegliata da un terribile incubo soltanto per rendermi conto che in realta' era vero, non solo un sogno. A quell'eta' mi aspettavo di essere fuggita di casa con mia mamma, lontano dalle grinfie di mio padre, al sicuro e nella serenita'. Invece stavano iniziando anni di prigionia indefinita a disposizione del mio peggiore abusatore. Ero costretta a vivere con la persona che mi aveva violentato e abusato in ogni modo da piccolina, senza alcuna scappatoia, senza alcun aiuto, alcun intervento da nessuno. La gente guardava e non le importava niente. La sensazione per me equivaleva ad essere legata e usata da una bestia che si cibava di me, strappandomi lentamente un pezzo di carne alla volta dal mio corpo, con un ghigno sul volto perche' nessuno era presente per aiutarmi, nessuno si fermava per liberarmi.

 

Il dolore era atroce, ed ho fatto molta fatica a rimanere presente con esso - il mio corpo continuava a tentare di scappare: ho dovuto mettere in pratica con notevole sforzo la tecnica della focalizzazione per rimanere presente con quel dolore. Ma man mano che rimanevo presente, sentendo quella bestia che mi mangiava, all'improvviso ho avuto un cambio di prospettiva. Mi e' venuta in mente la parabola raccontata da Prince Ea in uno dei suoi video, quella in cui dice che quando un ladro l'ha derubato, invece di lottare si rese conto che se lo derubava significava che aveva molto piu' bisogno di quei soldi di lui, e cosi' glieli lascio'. All'improvviso smisi di vedere mio padre come una bestia mostruosa, ed iniziai a vederlo come un'esile e fragile scheletro torturato da una fame abissale. Vidi la sua fame come un fuoco che ardeva incessantemente dentro di lui bruciando la sua carne, che lo riduceva ad uno stato di disperazione tale da dover mangiare la carne da una persona che ne aveva in abbondanza come me. Iniziai a vederlo con pieta', e la pieta' dissolveva il mio dolore. 

 

A quel punto subentro' il dolore della perdita della mia adolescenza, che processai rendendomi conto di non avere perso soltanto la mia infanzia. E poi mi sentii pronta per andare ad un livello piu' profondo di quel dolore. Penetrai la prospettiva di mio padre entrando dentro di lui, per vedere come il suo trauma stava creando il mio. Vidi un bambino piccolo terrorizzato dall'idea di non ricevere amore, che creava questa prigione intorno a me e mia madre con la speranza di rubarne qualche briciola da noi. A dire il vero io non gli davo neanche quello.. a differenza di mia madre non cedevo nulla a mio padre. Mi fece una grande compassione.

 

E poi accadde una cosa che aspettavo da settimane. Da un po' di tempo infatti desideravo di vedere il contratto che avevo creato con i miei genitori. Durante una meditazione per vedere gli strati del mio ego infatti, quando sono arrivata allo strato infinito ero riuscita a vedere i contratti che ho fatto con tutti i miei ragazzi abusivi nella mia vita. Mi sono resa conto che il loro compito era quello di assicurarsi che non uscissi troppo dalla mia rotta, e di fatti puntualmente ogni volta che mi perdevo nella mia vita, incontravo uno di loro, che mi costringeva a tornare da me stessa.. un po' come le pareti di un tavolo da bigliardo fanno rimbalzare dentro il tavolo la pallina. Quindi avevo capito il loro scopo nella mia vita. Ma non avevo ancora visto quello dei miei genitori. E finalmente quella sera lo vidi.

 

Mi resi conto che il loro scopo nella mia vita era quello di assicurarsi che vedessi con grandissima chiarezza una delle piaghe piu' importanti di questo mondo. Tutti i traumi che mi hanno fatto subire erano necessari per permettermi di andare abbastanza in profondita' di questo problema per vederlo cosi' chiaramente, e poterlo spiegare alle altre persone. Questo e' il mio contratto con loro.

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