• Valentina Poletti

Perché gli uomini vittime non vengono presi sul serio nella società


Un fenomeno che sto notando recentemente, e’ che sebbene moltissimi uomini subiscano abusi di ogni genere - soprattutto psicologici - nei loro contesti famigliari e sociali, raramente la loro condizione viene presa con serietà e con validità. Spesso l’uomo-vittima viene schernito, deriso o preso poco sul serio, e in questo articolo vorrei affrontare i motivi di questo fenomeno.

Innanzitutto non si può parlare di uomini senza parlare di donne e vice versa, poiché i fenomeni sociali sono spesso una polarità che tratta i sessi in vari ruoli. Per capire questo fenomeno bisogna innanzitutto capire l’origine del fenomeno del maschile e del femminile tossico, ovvero degli stereotipi, o meglio degli archetipi maschili e femminili che protraiamo nella nostra società, e che sono malati e falsi. L’archetipo del maschile e femminile tossico sono stati incoraggiati nella nostra società da millenni. Migliaia di anni fa gli uomini hanno iniziato ad usare le loro maggiore forza fisica, in alcuni contesti, per sopprimere, dominare e forzare le donne contro il loro volere. Le donne a loro volta si sono messe in uno stato di vittimismo e di impotenza, sottoponendosi al dominio degli uomini. Entrambi i sessi hanno scelto di continuare questo schema portandolo avanti per millenni, fino al giorno d’oggi. Sebbene in alcuni contesti tali schemi siano migliorati, ad esempio negli ultimi decenni le donne hanno iniziato ad avere accesso ai sistemi educativi e ad opportunità di lavoro - e molti uomini sono usciti dai ruoli di conquistatore e competitore, in realtà tale dinamica tossica e’ ancora ben presente nella nostra società, e non solo nei paesi meno ‘evoluti’. Tutt’ora ad esempio fin da piccole molte bambine vengono violentate e forzate fisicamente dai loro padri e da uomini adulti - continuando a protrarre quel trauma generazionale oramai antico della soppressione fisica. Vengono inoltre sottomesse psicologicamente su tanti strati sociali, che insegnano loro a sminuirsi, sacrificarsi, zittirsi per gli altri. Al contempo ai bambini fin da piccoli viene insegnato uno schema predatorio, di dominio, di conquista e competizione senza scrupoli. La loro vulnerabilita' viene violentata brutalmente. Per poter predare e quindi fare del male agli altri, agli uomini viene insegnato a disconnettersi dagli altri a livello empatico, e quindi a disconnettersi da se stessi e dalle proprie emozioni, viene strappata loro effettivamente l’umanità.

Questo schema femminile e maschile altamente tossico incoraggia gli uomini predatori, facendo salire al posto di leader uomini altamente distruttivi, che stanno portando il nostro stesso pianeta alla distruzione. Al contempo esso incoraggia la donna impotente, vittima, codipendente, che si svende e si prostituisce moralmente sottomettendosi ed accettando nonché appoggiando questi schemi distruttivi e al contempo negando ogni responsabilità della sua evidente partecipazione. Entrambi sono responsabili del danno enorme che questo schema sta creando alla società.

Ma sebbene molti uomini e donne cerchino di uscire da questi schemi, alcuni lo fanno nel modo peggiore possibile, ovvero peggiorando ancora di più tale tossicità. Abbiamo quindi il fenomeno delle donne narcisiste - donne che per uscire dal vittimismo codipendente femminile, impersonano la tossicità predatoria maschile, diventando esse stesse delle predatrici senza scrupoli. Questo e’ in parte il motivo per cui il movimento femminista ha perso credibilità al pubblico, perché molte donne, anziché uscire dagli schemi tossici abbracciando una femminilità sana, hanno iniziato ad seguire una mascolinità tossica, mettendosi alla pari degli uomini predatori.

Allo stesso modo molti uomini, per uscire dallo schema predatoriale narcisista, hanno abbracciato il femminile tossico. E’ cosi’ nato il fenomeno del narcisismo “covert”, ovvero un uomo che non solo contiene tutta la crudeltà, la capacita’ distruttiva e pretoria del suo compagno overt, ma in più acquisisce la manipolazione nascosta, il vittimismo, e la totale assenza di responsabilità del femminile tossico. In questo modo quando esso fa danni e distruzioni, appena viene il momento di responsabilizzarsi cade in uno stato di vittimismo, vedendosi come predato dagli altri, e non assumendo nessuna responsabilità.

Entrambi questi nuovi modelli sono estremamente dannosi per la societa’. Le donne narcisiste hanno fatto perdere credilibita’ alle donne che tentano davvero di uscire in modo sano dalla propria codipendenza, abbracciando un narcisismo sano, ovvero la loro energia maschile e femminile sana. La donna che cerca di uscire dagli schemi di codipendenza emancipandosi, abbracciando la sua autenticita’, liberandosi delle soppressioni, viene attaccata con accuse e sospetti di egoismo, e confusa con la donna narcisista.

Lo stesso vale per gli uomini che cercano di uscire in modo sano dagli schemi di narcisismo e dal modello maschile tossico. Uomini che cercano di abbracciare la loro sana mascolinità e femminilità esprimendo in modo vulnerabile gli abusi che hanno attraversato, vengono confusi per narcisisti covert, vengono attaccati, e ridicolizzati.

E quindi questi recenti fenomeni delle donne narcisiste e uomini covert sta facendo perdere passi di evoluzione alla società, aggiungendo ulteriori ostacoli alle donne e gli uomini che vogliono veramente uscire dai loro schemi tossici, abbracciando uno schema femminile e maschile sano, ovvero creando un’idea di “donna” e “uomo” autentica a ciò che sono, senza aspettative o costrizioni esterne.

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