• Valentina Poletti

Perche’ i titoli non hanno più il valore di una volta


Una volta, avere una laurea o un titolo era un diritto riservato a pochi privilegiati, a chi era di buona famiglia, a chi poteva permetterselo, chi non era troppo occupato a seguire il lavoro di famiglia per potersi permettere il tempo di studiare.

Ma adesso non e’ più cosi’. Il mondo e’ cambiato radicalmente negli ultimi decenni, e le informazioni che pochi decenni fa erano accessibili soltanto a poche persone privilegiate, adesso sono letteralmente accessibili con un click all’intera popolazione mondiale, o per lo meno a quella che ha accesso ad una connessione non censurata di internet.

E quindi i titoli, le lauree, i certificati, non hanno più la validità’e la superiorita’ di una volta. Se una volta per riuscire a risolvere un problema bisognava rivolgersi ad un esperto formato e qualificato, adesso ogni persona può’ accedere a queste soluzioni facendo delle ricerche su internet, o trovando degli esperti in diversi argomenti che possono sostenerli nella risoluzione del problema, senza dover passare tramite istituzioni.

E questa e’ una cosa a mio avviso molto positiva. Se in passato ad esempio, una persona con informazioni rivoluzionarie doveva essere approvata da varie entità prima di poter avere accesso al pubblico o condividere le sue idee, oggi ognuno e’ libero di condividere informazioni, capacita’ e talenti.

Ed e’ anche per questo che tante dinamiche tossiche che si sono protratte nascoste ed indisturbate per secoli nelle nostre società, protette da segreti istituzionali e barriere di potere e privilegio, oggi vengono esposte e rivelate, facendo crollare l’illusione.

Questo non significa che non vi sia un valore nelle istituzioni o nei titoli conferiti da esse, ma che il loro valore e’ cambiato. Non e’ più’ assoluto, e non e’ più incontestabile.

Il modo in cui queste istituzioni funzionano attualmente peraltro e’ diventato in gran parte obsoleto, rispetto alle dinamiche del mondo odierno. Prendiamo l’educazione accademica ad esempio: le scuole e le università. Esse hanno tantissime limitazioni che possono essere facilmente superate con i nuovi mezzi di istruzioni offerte dal libero scambio di informazioni e di piattaforme peer-to-peer odierne come l’un-learning. Vediamo alcuni esempi.

Il classico metodo educativo si basa spesso su testi e fonti non aggiornate ed antiquate. Data la lentezza con cui possono essere istituiti dei cambiamenti nelle risorse utilizzate, non e’ poco comune che gli studenti apprendano concetti che sono già obsoleti nel momento in cui finiscono il percorso di studi, e si ritrovino non aggiornati con le ricerche più recenti. Nel metodo un-learning invece, l’individuo e’ in continuare ricerca ed aggiornamento con le fonti più recenti: non basa la propria conoscenza solamente su dei testi datati, ma su articoli, riviste scientifiche e scoperte aggiornate.

Il classico sistema educativo si basa sul conformismo, ovvero sull’adattamento di ogni individuo agli stessi metodi istruttivi e lo stesso percorso formativo per ognuno. Questo a mio avviso va a scapito molto grave per la ricchezza culturale sociale, infatti il valore di ognuno, la ricchezza che ogni individuo può contribuire alla società, deriva precisamente dai suoi doni e talenti unici e differenti di ognuno. Con il sistema educativo conformistico si nega questa preziosa varietà di talenti ed individui, con il costo di creare un gruppo conformistico di persone obbligate ad essere misurate su criteri tutti uguali, ed a seguire i medesimi interessi, indipendentemente dalle loro aspirazioni personali. In contrasto l’un-learning fa l’esatto opposto. Nell’un-learning infatti e’ l’invididuo che sceglie e personalizza completamente il suo percorso di studi, appassionandosi ai suoi maggiori interessi, scegliendo i metodi di apprendimento più idonei alle sue prestazioni, scegliendo le persone ed i percorsi che più lo ispirano, creando spesso un percorso di formazione unico e senza precedenti. E questo si riflette poi anche nel lavoro. Anziché conformarsi a lavori pre-stabiliti e fissi - che non riflettono più la realtà del mondo attuale - la persona che si forma attraverso l’un-learning, crea la sua carriera in modo unico e dinamico, distinto da qualunque lavoro esistente attuale.

Un’altra enorme limitazione del sistema educativo tradizionale e’ il fatto che esso termini dopo un certo numero di anni. Presa la laurea, la formazione e’ finita, si inizia il percorso della carriera mettendo da parte la crescita intellettuale e gli studi. Nell’un-learning invece la formazione e’ parte integra e continua della vita e della carriera della persona, che non smette mai di imparare e formarsi, che continua ad aggiornarsi e specializzarsi, seguendo anche i cambiamenti dei suoi clienti e della realtà nella quale opera.

Non tralasciamo l’ultimo limite fondamentale del sistema educativo tradizionale: l’accessibilità. Non tutti hanno i mezzi per spostarsi o sostenersi in un percorso formativo tradizionale, soprattutto nei paesi più poveri e meno adagiati, dove l’istruzione rimane un privilegio. La bellezza dell’un-learning e’ che puo' essere svolta da chiunque anche da casa, anche tra il lavoro: basta avere una connessione ad internet e buona volontà. Il successo di questo metodo di apprendimento e' dimostrato dal numero di istituzioni prestigiose, come la Stanford, e l'MIT, che lo stanno incorporando nel loro curriculum di servizi - mettendo a disposizione on-line numerevoli lezioni dei loro insegnanti più rinomati..

Insomma i vantaggi dell’un-learning lo rendono secondo me il nuovo sistema di educazione del mondo futuro: molto più flessibile, adatto alle esigenze del mondo odierno, molto meno limitante e discriminatorio, e molto più incoraggiante per quanto riguarda i talenti personali, le unicità e l’espressione della persona.

Questo secondo me sarà il vero titolo del futuro.

(Immagine presa da google)

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