• Valentina Poletti

Stato mentale


E’ molto facile dimenticarsi che e’ il nostro stato mentale a creare la nostra realtà, non il contrario. Me ne sono dimenticata anch’io oggi ad un certo punto. E’ il mio primo giorno in Costa Rica, ieri sono arrivata molto tardi, e dopo aver fatto due chiacchiere con la famiglia che mi ospita, e sistemato le mie cose sono andata a dormire, esausta da varie settimane di corse, viaggi e deadlines. Questo e’ effettivamente il primo giorno in cui riprendo i miei ritmi da diversi mesi, nei quali tra incontri, date e viaggi, praticamente ho dormito raramente a sufficienza e non ho avuto il tempo e lo spazio di focalizzarmi su di me. La Costa Rica per me rappresenta la fine di questa corsa e l’inizio di un periodo ricentrato su di me. Ho capito i motivi per cui ho svolto questi incontri, a cosa mi sono serviti, ed ho fatto grossi passi di crescita grazie ad essi, ma ora e’ venuto il momento di ri-nutrirmi e e dedicarmi a ciò che mi appassiona e ciò’ che e in linea con me. Dunque, con questo pensiero, sono arrivata in Costa Rica con l’idea innanzitutto di riposarmi, cosa che ho fatto.

Il giorno dopo, dopo aver sistemato varie cose, la famiglia mi ha chiesto se volevo andare con un loro membro al mercato, al che ho accettato senza troppo pensarci. Una volta portatami in città, il tizio in questione ha avuto una commissione da fare per cui si e’ scusato e si e’ allontanato, lasciandomi il suo numero nel caso avessi bisogno. Mi sono ritrovata li’, in mezzo al caos del mercato, nel centro di questa nuova città, e mi sono sentita assalire da una sensazione di sconforto. Non volevo essere in quella situazione, ed ho iniziato a camminare senza una meta precisa cercando in qualche modo di uscire da essa. Un po’ confusa, ad un certo punto mi sono seduta in un caffe’, ed in quel momento ho ripreso coscienza dentro di me e mi sono resa conto che in tutto quel breve periodo ero completamente focalizzata sul *non essere dov’ero*, ovvero sul non essere presente. Insomma ero in uno stato di resistenza a ciò’ che e’. E da quello stato tutto sembrava confuso e fastidioso, il caos del mercato e la città nuova, i rumori, gli stimoli. Ero in uno stato di RESISTENZA al presente, in uno stato di disallineamento quindi con me stessa.

Appena mi sono accorta di ciò, mi sono subito rientrata dentro di me focalizzandomi su ciò sentivo e chiedendomi “qual’e’ la sensazione che in questo momento sto sentendo e che *non voglio sentire*, da cosa sto cercando di scappare?” e subito mi si e’ ripresentata la sensazione da cui sono stata travolta appunto nel momento in cui il mio host mi ha lasciato al mercato, una sensazione di sconforto. Andando a fondo di questa sensazione ho ritrovato un trauma associato alla falsa credenza (ovvero il significato attribuito al trauma) che alle persone non importa di me, proveniente da qualche episodio della mia infanzia in cui mio padre mi lasciava per conto mio senza curarsi di me. Continuando ad andare a fondo ho sentito emozioni di ingiustizia, di rabbia verso mio padre in quei momenti, e dopo averle sentite in pieno e liberate, sotto la rabbia ho trovato una sensazione di solitudine nel mondo. Ho permesso a me stessa di sentire tale sensazione a fondo finche’ si e’ liberata, dissolvendo anche la falsa credenza ad essa associata, e riallineandomi con me stessa. Ho sentito anche la prospettiva di mio padre che era troppo impegnato a compensare le sue insicurezze per potersi curare di me. Tornando al momento presente ora tutto intorno a me era chiaro e cristallino. Non vedevo più il chaos del mercato, ma al posto la possibilità di trovare tutto ciò che mi serviva tra le sue bancarelle quel giorno. Non sentivo più la confusione della città nuova, ma invece degli stimoli che mi servivano per la mia creatività. Mi sono alzata e intuitivamente sapevo subito dove andare e cosa fare per realizzare ciò che volevo quel giorno, e cosi’ ho fatto.

Condivido l’esperienza di questo piccolo momento perché tutti noi (ad eccezione di chi non e’ cresciuto nella nostra società, che ci insegna appunto a non sentirci pienamente), ci dissociamo quasi di continuo da noi stessi, in molti momenti della giornata, trovandoci in uno stato di resistenza alla realtà e quindi di disallineamento con noi stessi. Giustifichiamo lo sconforto che sentiamo (la resistenza) dovuta a tale disallineamento con varie scuse esterne, come, nel mio caso, la città e’ nuova, c’e’ troppo chaos, eccetera. Ma e’ il nostro stato mentale che determina la realtà, non il contrario: nel momento in cui ci allineamo con noi stessi la realtà immediatamente si allinea, da qualcosa contro di noi a qualcosa *per* noi. Ciò che prima ci dava fastidio, ora ci da nutrimento, ciò che prima sembrava confuso diventa chiaro, eccetera. Insomma tutto parte dal nostro stato mentale.

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