• Valentina Poletti

La ferita della scarsita'


Oggi ho assistito ad un episodio che mi ha sconcertato. Stavo passeggiando per il centro di Ancona per distendermi un po' e passando vicino ad un caffe' con i tavoli all'aperto sentii la voce molto forte, quasi urlante, di una cameriera che diceva "vai via! vai via!" ripetutamente, molte volte. Avvicinandomi alla scena vidi che c'era un ragazzo giovane, con un'aria molto trasandata, forse di origini africane, che era appunto vicino ad uno dei tavoli di questo bar e cercava di chiedere qualcosa ai clienti. Dopo che questa cameriera l'ha mandato via, si e' semplicemente spostato verso un'altro tavolo chiedendo di nuovo qualcosa ai clienti, al che la ragazza e' tornata ed ha ricominciato col suo "vai via". Osservando questa scena sono rimasta bloccata, qualcosa si e' smosso dentro di me. Ho provato a mettermi per un attimo nei panni di questo ragazzo che probabilmente dalle sue apparenze ha sofferto e magari sta ancora soffrendo la fame, e sentire il vuoto del disperato bisogno di mangiare o di non so cosa, andare a chieder aiuto e sentirsi rigettati in quel modo.. dev'essere stata un'esperienza lancinante. Poi ho provato ad immaginare come si sentisse la cameriera, la rabbia verso la minaccia di perdere qualcosa a cui si tiene cosi' tanto, a chi rappresenta quella minaccia di rubare qualcosa che gia' e' scarso.

Due persone apparentemente opposte ma che si sono incontrate in questa dinamica per un motivo ben preciso, per la loro ombra che li accumuna: l'ombra della scarsita'. Da una parte la scarsita' totale, tale da spingere la persona ad elemosinare e rubare. Dall'altra la paura di scarsita', la minaccia che il poco che si ha venga tolto. Un'ombra che si manifesta in due modi diversi ma che e' una frequenza estremamente simile in queste due persone, che quindi si sono attratti in questa situazione, creando questa dinamica molto forte.

La cosa che mi ha incuriosito osservando i movimenti di questo ragazzo per un po', e' che si fermava a tutti i tavoli di tutti i caffe' nel centro facendo la stessa cosa. Alcuni lo rigettavano bruscamente, altri gli davano una mano, ma qusto non sembrava turbarlo minimamente, non sembrava influenzare minimamente il suo percorso di azioni. Il suo modo di agire era quasi robotico, come se avesse perso qualunque sensazione, qualunque sentimento, e l'unica cosa che contava era andare in giro a chiedere, qualunque cosa stesse chiedendo, indipendentemente dal risultato.

Questa dinamica non mi e' per niente nuova. Sebbene in maniera molto meno visibile ed ovvia, non potei fare a meno di notare quanto sia comune nella nostra societa'. Quante persone vivono elemosinando e rubando qualunque cosa riescono, indipendentemente dallo sconforto che ottengono. Quanti hanno fame di amore, di affetto, di riconoscimento, di attenzioni, di essere accettati, di essere capiti, di essere ascoltati, di essere sentiti, e vivono costantemente in questa fame, andando ad elemosinare delle illusioni temporanee per rempire questi vuoti, soltanto per sentirli piu' vuoti di prima. La ferita della scarsita' e' una delle ferite piu' e comuni nel nostro mondo. Non perche' ci sia una reale scarsita' di qualunque cosa, le persone umane hanno la capacita' di creare abbondanza infinita, ma perche' cosi' tanti di noi vivono in una mentalita' di scarsita'.

Dato che le cose simili si attraggono infatti, focalizzandoci sulla scarsita', la lacuna, la poverta', attiriamo e creiamo esattamente tali cose intorno a noi. Spesso le persone si bloccano in questa modalita' perche' si convincono che l'abbondanza sia impossibile. Siamo abituati a credere nella mentalita' del vinci-perdi, dove abbondanza per una persona significa perdita per un'altra persona, perche' cio' di cui abbiamo bisogno e' fondalmentalmente limitato, ce n'e' solo una quanita' finita.

Ma l'universo non funziona cosai', anzi e' l'esatto opposto. Crenado abbondanza intorno a noi, questa abbondanza trabocca sulle altre persone creando ancora piu' abbondanza. Le persone hanno la capacita' di creare abbondanza infinita in qualunque cosa. Pensiamo per un momento ad un esempio pratico. Prendiamo l'esempio di un pezzo di terra e del bisogno di cibo. Quella terra' puo' essere vista come vuota, priva di niente. Ma arandola possiamo creare del cibo, soddisfando il nostro bisogno. Ingegnandoci e creando una macchina che ara la terra per conto suo, possiamo creare ancora piu' abbondanza di cibo... non c'e' limite a questo processo.

Il problema e' che confondiamo il cercare di soddisfare un bisogno partendo dalla lacuna di quel bisogno, e il soddisfarlo partendo dall'abbondanza di quel bisogno. Sono due processi interamente diversi, opposti in effetti.. ma che incredibilmente vengono confusi completamente. Nel primo caso stiamo compensando i propri bisogni, nel secondo li stiamo soddisfando.

L'episodio a cui ho assistito e' un'ottimo esempio del primo caso, ed e' una rappresentazione di una dinamica molto comune nella nostra societa', ovvero la dinamica tra narcisista e codipendente. Il rapporto tra un narcisista ed un codipendente e' precisamente basata sulla compensazione di vuoti, in due gradi diversi ma con lo stesso obiettivo. Da una parte il narcisista per compensare il suo vuoto interiore totale, un vuoto che assorbe sua stessa intera persona, ruba ovunque riesce ad ottenere approviggionamento narcisistico. Dall'altra il codipendente, per compensare i suoi vuoti nella stima di se, nel valore di se, nella solitudine, eccetera, con l'illusione che provvede il narcisista, rimane incastrato nella relazione. La mentalita' di scarsita' e' la base di questo rapporto e ci fa sentire svuotati, deprivati, come se qualcosa ci venisse tolto profondamente.

Quando agiamo da uno spazio di lacuna, creiamo ancora piu' lacuna.. non importa quanto ci stiamo impegnando. Nell'esempio della terra sopra citato, una persona in una mentalita' di lacuna potrebbe ad esempio tentare di impegnarsi a tutti i costi per creare una macchina che produce enormi quantita' di cibo.. ma ottenendo come risultato la distruzione totale del terreno, che non sara' piu' arabile in futuro. Una persona che agisce da uno spazio di abbondanza invece, tratterra' il terreno con il giusto rispetto in modo da produrre tutto cio' di cui ha bisogno ma senza distruggerlo ne' deprivarlo, anzi rendendolo piu' fertile per il futuro.

Come si distinguono le due cose? Tutti noi abbiamo dei bisogni, questo fa parte della natura umana. Ma quando abbiamo dei blocchi verso il soddisfare tali bisogni - che solitamente derivano da traumi infantili o da cose che abbiamo internalizzato durante la crescita - tali blocchi sono focalizzati sulla lacuna del nostro bisogno attirandone la lacuna. Questi blocchi possono essere credenze del tipo "io non merito di soddisfare questo mio bisogno", oppure "questo mio bisogno non conta", e vengono internalizzate appunto durante la crescita con persone con una mentalita' di scarsita' che ci trasmettono queste credenze.

Per poter creare abbondanza di tale bisogni e' necessario innanzitutto andare a risolvere quei blocchi - andando a fondo di essi per trovare e guarire i traumi associati e guarirli. Liberando quei blocchi non vi e' piu' nulla che non ci permette di focalizzarci sull'abbondanza di cio' di cui abbiamo bisogno, ed a quel punto ne attiriamo l'abbondanza.

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