• Valentina Poletti

Come il cibo Italiano ci impedisce di amarci

Ultimamente sto lavorando su due cose nella mia vita che in apparenza sono del tutto separate, ma come ho scoperto di recente, hanno una fondamentale connessione tra di loro. Di recente mi sono inbattuta in una difficolta' al quanto curiosa, nel mio hobby in cui presto consulenza a persone con problemi di codipendenza affettiva. Ho notato che sebbene sto avendo molto successo con persone di varie culture, continuo a fallire quando si tratta di aiutare persone di nazionalita' Italiana. Mi sono chiesta il motivo, e se ci sia qualche fenomeno culturale che non stia considerando, o meglio se stia sbagliando le mie tecniche in qualche maniera verso chi proviene da quella cultura, ma non sono riuscita a darmi una spiegazione soddisfacente. L'intenzione da parte delle clienti c'e', la persona sembra totalmente aperta e volonterosa a guarire, ma quando si tratta di fare passi avanti, ovvero di immergersi nelle proprie emozioni per liberarle, il blocco e' totale. In tutti i casi subentra la mente pensante, che agisce come muro che non permette accesso alle emozioni. Lo stato e' talmente subconscio che mi da l'impressione di parlare con un robot programmato a pensare.. curioso ho pensato. Nello stesso periodo ho notato un trend interessante nella mia vita. Da tempo oramai sto seguendo un'alimentazione molto salutare ed equilibrata, basata su cibi vegetali integrali e naturali. Questo per ottimizzare la mia salute e la mia energia, ma anche il mio stato mentale. Ho notato che negli ultimi periodi, ogni volta che mi capita di "sgarrare", mangiando qualcosa che contiene zucchero e farina raffinata in particolare, il giorno dopo ho dei conflitti con le persone che piu' mi sono vicine, e con le quale ho un rapporto di amore piu' intenso. Mi sono domandata perche', e per vario tempo ho lasciato la questione nella perplessita'. Nel frattempo ho continuato il mio percorso di crescita interiore e guarigione, fino al punto in cui adesso il mio ego praticamente non determina piu' la mia vita, nel senso che non prende praticamente mai il controllo su di me, neppure nelle situazioni piu' difficili. Di recente ho avuto un'altro episodio in cui ho mangiato dei pezzi di torta poco salutari, e puntualmente il giorno dopo ho litigato con un mio caro amico. Stavolta, durante l'esperienza ho fatto molta attenzione a cio' che sentivo. Mi sono resa conto che la sensazione particolare che causava il conflitto principalmente era una: l'assenza di amore. Era come se la mia capacita' di amare fosse stata compromessa, o come se il mio solido sistema di credenze riguardo al mio amore verso me stessa e con gli altri fosse temporaneamente bloccato. La sensazione era del tutto reale, non appariva vaga o illusoria. Si puo' paragonare tale cosa a the Matrix, dove la realta' illusoria appare tanto reale quanto la vera realta'. Il giorno dopo ho riflettutto su questa esperienza. Come e' possibile che nonostante non mi faccia quasi piu' controllare dall'ego, abbia guarito la maggior parte delle mie ferite, e i miei sistemi di credenza siano solidi, abbia potuto alterare il mio stato mentale in maniera cosi' drastica? Solo una risposta ha senso: ho assunto una droga. Questo mi ha ricollegato alle ricerche sull'alimentazione, ed in particolare sull'effetto sulla psiche di alimenti artificiali come la farina e lo zucchero raffinato, il quale secondo uno studio, ha un'effetto non piu' umile di vere e proprie droghe come cocaine ed l'eroina, dei latticini, che contengono sostanze oppioidi. Questi alimenti - zucchero raffinato, farine raffinate, alimenti di origine animale - non si limitano semplicemente ad avere un'effetto poco salutare sul nostro organismo, a peggiorare il nostro livello di vitalita' ed energia, e ad alterare i nostri processi chimici pordando a malattie degenerative a lungo andare. Essi hanno un drastico effetto mentale, nel senso che sono delle vere e proprie droghe, che agiscono sui nostri sistemi neuronali, alternando in maniera reale e fisica il nostro stato psicologico e quindi la nostra esperienza coscente. Basti pensare allo studio portato avanti sulla somministrazione di zucchero raffinato ai bambini delle elementari, e il loro netto calo nelle performance scolastiche. E' risaputo che chi assume droghe come ad esempio gli allucinogeni, ha delle esperienze totalmente surreali, nelle quali si vedono i suoni e si sentono i colori, e si hanno delle allucinazioni e uno stato alterato di coscenza che, durante l'esperienza, appare totalmente reale. Pero' non abbiamo dubbi che, una volta che finisce il "viaggio", si e' trattato dell'effetto di una droga, e non della nostra reale percezione. Come agisce lo zucchero nella nostra precezione della realta'? Lo zucchero, come molti "comfort foods" (farine raffinate, latticini, cibi di origine animale, cibi molto salati e oleosi, caffe', cioccolato, alcohol), tende ad agire sulle parti del cervello che stimolano la produzione di endorfine e di dopamina, ovvero sui meccanismi che regolano la capacita' di amare e di relazionarci con gli altri. Ma cosa succede quando usiamo una droga che sbilancia un determinato meccanismo? Possiamo immaginare l'effetto attraverso metafora: all'inizio il nostro sistema nervoso e' bilanciato, come un tavolo sulle sue quattro gambe. Quando somministriamo una sostanza che sbilancia i nostri sistemi neuronali, apportiamo sostanze chimiche che sostituiscono o alterano con quelle naturali, provocando un'eccesso o un difetto del loro effetto, e creando un disequilibrio. E' come se sotto a una delle gambe del tavolo, mettessimo uno sgabello. A quel punto il sistema non si trova piu' in equilibrio, e dunque il nostro fisico deve compensare, regolando la produzione della sostanza naturale alterata, riducendone o aumentandone la produzione. Metaforicamtne e' come se, per compensare allo sgabello che sbilancia il tavolo, accorciassimo la gamba, in modo che il tavolo si trovi di nuovo in equilibrio. Ora il fisico si trova in un nuovo stato di equilibrio, sebbene non necessariamente della stessa qualita' di quello originale. Ma adesso avviene la parte interessante, ovvero man mano che la sostanza viene smaltita, l'effetto chimico si riduce, e si crea un'altro disequilibrio, stavolta nella direzione opposta. Nella metafora, questo equilvale al togliere lo sgabello sul quale ora il tavolo poggia in equilibrio, sbilanciandolo nuovamente. Se prima si aveva un'eccesso di un determinato effetto psicologico, ora se ne ha un difetto, e vice-versa. Se quindi ad esempio lo zucchero raffinato stimola i nostri centri neuronali che regolano la nostra capacita' di amare, durante la fase "down", ci ritroviamo incapaci a riprodurre gli stessi meccanismi, ovvero incapaci di amare. L'amore, come ogni filosofo new age o persona spirituale, o psicologo ben sa, e' l'ingrediente essenziale per la guarigione emotiva. Qualunque pratica di guarigione interiore, incluso il lavoro sul bambino interiore, il re-parenting, il lavoro sulle ombre, la dissoluzione del corpo del dolore, la terapia famigliare interna, necessitano di un'ingrediente essenziale per poter essere portate avanti con successo: il nostro amore. Senza di esso non e' possibile infatti portare avanti questo processo di riintegrazione interna, ovvero processare le emozioni bloccate nel subconscio dai traumi passati, per poterle liberare e crescere ed andare avanti. Il cibo stimoante quindi, ha un'effetto detrimentale non solo sul fisico, ma soprattutto sulla psiche, in particolare intralciando la nostra abilita' di crescere, maturare, relazionarci con gli altri ed essere felici. Nella cultura Italiana il cibo stimolante e' ritenuto lo standard, la normalita' culturale. La cucina Italiana e' basata su farine raffinate, cibi animali, oli, eccetera. Quando mi trovo in Italia mi e' molto difficile trovare posti che offrano cibo naturale. Inoltre il caffe', vino e cioccolato sono di routine. La cosa peggiore e' che questi cibi non sono consumati "eccezionalmente", ma sono vere e proprie basi alimentari. Basti vedere la colazione media italiana: anziche frutta, cereali integrali e noci, lo standard e' cappuccino e brioche, ovvero caffe', latticini, zucchero raffinato, farine raffinate, olii. Insomma un vero e proprio cocktail di droghe con cui iniziare la giornata. Gli altri pasti non sono da meno, basati principalente su farine raffinate e olio (pasta, pane, focacce, crackers, ecc), e alimenti di origine animale come carni, uova, formaggi. L'alimentazione Italiana e' un vero e proprio mix di droghe, un bombardamento di sostanze che creano nelle persone uno stato di costante distorsione psicologica.. un po' come vivere nel Matrix. L'abitudine e' talmente forte, e l'ignoranza sul cibo sano talmente diffuse, che anche chi vorrebbe mangiar sano si trova spesso a fare grandi compromessi on confusione, si convince che mangiar sano significhi aggiungere quinoa, grano kamut e olio d'oliva alla propria dieta. In questo stato mentale cronico e diffuso a livello nazionale non e' possibile guarire psicologicamente, ovvero maturare ed integrarsi e trovare la felicita'. Questo effetto di infelicita' nel nostro paese e' talmente ovvio che non c'e' bisogno di illustrarlo con degli esempi, ma basti pensare alla corruzione, il sessismo, la mafia, la qualita' della televisione, ed altri fenomeni psico-sociali per capire il livello di immaturaita' psicologica nella nostra cultura. L'obesita' infantile in Italia inolre e' una dei piu' alte in Europa: e' di norma sostituire l'amore genitoriale con cibi stimolanti com caramelle, cioccolato, merendine, eccetera. Insomma mi sono resa conto che se voglio aiutare le mie compatriote il primo passo da fare e' curare la loro alimentazione, non la psiche.

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