• Valentina Poletti

Come si forma la codipendenza?

Se siamo codipendenti oggi, significa che siamo cresciuti con un genitore emotivamente non disponibile. Questo puo' variare da un genitore temporaneamente assente, ad un narcisista o addirittura ad uno psicopatico. A dipendenza della gravita dell'assenza, sara' piu' o meno grave la nostra codipendenza. Quando siamo bambini siamo estremamente vulnerabili verso gli adulti che ci stanno intorno. La nostra sopravvivenza infatti dipende totalmente dalla loro capacita' di accudirci, di darci attenzioni, di seguirci, insomma di amarci. Non a caso quindi per un bambino l'assenza dell'amore del genitore equivale alla morte, e' intollerabile. Il bambino e' disposto a qualunque adattamento pur di farsi andar bene cio' che riceve dal genitore. Il genitore narcisista tratta i propri figli come degli oggetti, spesso come estensioni di se. In tal modo non e' differente dal modo in cui una persona comune tratta il proprio computer: finche' esso gli serve a qualcosa lo tratta con cura e reverenza, nel momento in cui si rompe, cerca di aggiustarlo, e se cio' richiede troppo impegno, lo getta via come un rottame. Per un genitore narcisista il bambino e' esattamente questo. Finche' il bambino gli serve in qualche modo ad ottenere il suo provvigionamento narcisistico (ovvero a nutrire il proprio ego), gli presta attenzioni e lo cura per mantenerlo intatto. Nel momento in cui il bambino non "funziona" come dovuto o cessa di fornire tale provvigionamento, viene trattato come un oggetto da disporre. In questa situazione il bambino per sopravvivere si adatta alle briciole di affetto che gli vengono date dal genitore narcisista. Per fare cio' internalizza il credo che puo' soltanto essere amato se serve a sufficienza gli altri e se sacrifica se stesso. Inizia a credere che la sua capacita' di essere amato e' condizionale e dipende da come si comporta verso gli altri e da cio' che da. Crede che l'amore si merita soltanto quando si e' disposti a rinunciare ai propri bisogni ed a soffrire. Crede che ci sia qualcosa di fondalmentalmente sbagliato in lui, e che va aggiustato. Nonostante i suoi grandi sforzi e sacrifici, il bambino non otterra' l'amore incondizionale del genitore. Il suo amore rimarra' condizionale, e questo provochera' una grave ferita nel bambino, che si sentira' in quel senso fallito. Per rimediare a questa ferita in eta' adulta inconsciamente cerchiamo individui altrettando emotivamente indisponibili come i nostri genitori, per cercare di dimostrare a noi stessi che in realta' possiamo essere amati, se solo ci impegnamo abbastanza. Attiriamo quindi narcicisti e psicopatici, e ci sbattiamo e ci impegnamo e ci sacrifichiamo duramente per dimostrare a noi stessi che stavolta ce la faremo, stavolta non falliremo, finalmente dimostreremo di poter essere amati. Ahime' questo metodo non funziona. Infatti nessun narcisista/psicopatico e' in grado di amare. Ed i loro bisogno di attenzioni, servizi, eccetera sono insaziabili come un pozzo senza fine. Quindi il risultato e' che ci prosciughiamo, e ancora non otteniamo la conferma che tanto cerchiamo, ovvero di meritare amore. Peggio, le critiche, gli abusi e i maltrattamenti del narcisista ci fanno credere di meritare ancora meno amore di prima, e quindi la nostra ferita anziche' guarire si espande, diventa piu' grossa, piu' dolorosa, piu' inguaribile. E questo diventa un ciclo di disperazione che porta a gravi conseguenze. Per guarire questa ferita dobbiamo uscire da questo ciclo, dobbiamo renderci conto che non e' attraverso questo metodo che riusciremo a guarire. L'unico modo e' che dobbiamo rompere gli schemi - ovvero le nostre credenze distruttive - che ci portano a sentire di non poter essere amati. Ma l'unico modo per fare cio' e' amarci! Ovvero dobbiamo tuffarci in quel dolore che tanto disperatamente cerchiamo di guarire attraverso le nostre relazioni, e buttarcici dentro. Dobbiamo abbracciare il nostro senso di abbandono e non abbandonarlo mai piu'. Dobbiamo baciare il nostro senso di ineguatezza ed insicurezza. Dobbiamo accarezzare il nostro senso di solitudine e di indesiderabilita'. Dobbiamo stringerci e amarci e non abbandonarci, perche' noi siamo degni di essere amati, a prescindere da chiunque ci stia di fronte, a prescindere da quanto qualcuno ci odia, o se siamo belli e presentabili o un totale disastro. Noi siamo degni di essere amati, punto.

54 visualizzazioni0 commenti

© 2016-2020 Valentina Poletti. All Rights Reserved - No. 25, Alley 441, Lane 150, Section 5, Xinyi Road, Taipei City 110

 Terms and Conditions - Privacy Policy - Cookie Policy - Disclaimer