• Valentina Poletti

Perche' cadiamo nelle trappole narcisiste?

Chi e' stato vittima di un narcisista sa di cosa sto parlando. Le subdole ed manovrate strategie di manipolazioni, degne di un professionista, portano chi ne e' vittima a credere l'incredibile, a dare il non "dabile", fino a quando la realta' ci colpisce in uno shock: era tutta una recita, era tutta una finzione. Come' e' possibile che persone intelligenti, dotate di intuito e compassione, diventino complici di tali inganni, che diventino partecipi in queste recite? La risposta sta sempre nella nostra psicologia. Per capirlo dobbiamo innanzitutto capire le origini del narcisista e di chi cade nei loro giochi. Sia il narcisista che la loro vittima, ovvero il codipendente, nascono e crescono in una situazione particolare. Entrambi infatti hanno avuto un genitori emotivamente non disponibile, ovvero un genitore narcisista. Tale genitore, non avendo empatia per le persone e trattandole quindi come degli oggetti, cresce i figli come se fossero delle estensioni di se per gratificarsi, oppure degli inutili scomodi da tollerare. Tutti quei bisogni emotivi di cui i bambini hanno bisogno per crescere, come un senso di connessione, un senso di se, apprezzamento, feed-back, nutrimento, eccetera, vengono privati in vari modi dai figli di un narcisista. Nel caso che il narcisista utilizzi i propri figli come estensione di se, ovvero come provvigionamento narcisistico per gratificarsi, egli avra' interesse nel soddisfare alcuni bisogni di tali figli in modo da tenerseli buoni. In tal caso i bambini riceveranno un'amore condizonale. Se si comporteranno in modo da gratificare il genitore, riceveranno attenzioni o alcune delle loro necessita', altrimenti no. Nel caso che invece il genitore narcisista non possa utilizzare il figlio in questa maniera, egli lo vedra' pressoche' come un disturbo, e quasi nessuno dei bisogni emotivi (e tal volta fisici) del figlio verranno soddisfatti. Il figlio sara' trascurato, abbandonato, privato di attenzioni e cure, e la sua persona non sara' apprezzata, valutata ne' riconosciuta. Il partner del genitore narcisista spesso e' un genitore codipendente. Il genitore codipendente al contrario del narcisista e' capace di empatia, e quindi di amore verso i propri figli. Ma proprio perche' e' codipendente, la sua inerente insicurezza di se, la sua mancanza di auto-stima e la sua vergogna di se lo portano a stare con un partner narcisista, dal quale cercano continuamente approvazione per riempire tali lacune interiori. Il codipendente nella relazione con un narcisista non si rende conto che nessuna delle sue lacune sara' mai veramente riempita dal narcisista, infatti solo attraverso la guarigione interiore egli puo' ritrovare la felicita'. Come una persona perennemente affamata, cerchera' di compiacere il narcisista, a costo della propria persona, e spesso dei propri figli. I figli quindi, sebbene ricevono affetto, saranno spesso ignorati dal genitore codipendente troppo impegnato a gratificare il partner narcisista. Vi sono due principali risultati nella crescita di un figlio da parte di un genitore narcisista, con tutte le varie sfumature in mezzo. In un caso, il bambino esasperato dall'intollerabile dolore dato dai suoi bisogni non soddisfatti, si chiude emotivamente in se. Credendo che il mondo sia un posto arido e ostile, sviluppa una falsa immagine di se come meccanismo di difesa, dove egli e' onnipotente e gli altri sono soltanto oggetti, di modo da non dover mai soffrire e privarsi di nulla. Si arresta quindi il suo sviluppo emotivo e la sua capacita' di connettersi con gli altri, in particolare la sua empatia. Il problema e' che questa sua visione del mondo e' altamente distorta e lo portera' poi a tutti i vari comportamenti dannosi tipici del narcisista. Nel secondo caso invece, il bambino cresce con l'idea che puo' essere amato ma solo condizionatamente. Sviluppa il credo che i propri bisogni sono meno importanti di quelli altrui, e che soltanto gratificando gli altri merita un'esistenza o di essere amato. Dobbiamo ricordare infatti che per i bambini - creature completamente vulnerabili e dipendenti - l'amore del genitore equivale a sopravvivenza. Non ricevera' tale amore e' un trauma equivalente al pericolo di morte. Non c'e' da stupirsi quindi che la loro psiche scaturisca tali meccanismi di difesa per bloccare i traumi quando si presentano. Il bambino futuro narcisista imparera' a ottenere le cose dagli altri manipolando e rubando, poiche' non capisce la compassione, e' convinto che tutti siano come lui, pronti soltanto a profittare di chi puo'. Il bambino futuro codipendente imparera' a sacrificarsi per gli altri, a mettersi al secondo posto e a rinunciare ai propri valori, alla propria verita', alle proprie morali per avere l'approvazione degli altri. Entrambi narcisista e codipendente vivono in uno spazio di vergogna profonda di se, di totale mancanza di autostima e di insicurezza, ma gestiscono molto diversamente la cosa. Tutti i comportamenti del narcisista infatti non servono altro che a rafforzare questo suo male, rendendogli necessario trovare sempre piu' prede e sempre piu' gratificazioni per nutrire la sua immagine distorta della realta', onde evitare il dolore. Il codipendente invece, sacrificandosi sempre di piu' e dando sempre di piu' arrivera' ad un punto di rottura, nel quale avra' una scelta: continuare su questa strada o guarire. Fortunatamente il codipendente puo' guarire se sceglie di farlo. Fintanto che il codipendente non guarisce pero' egli e' un'ottimo partner per il narcisista, e spesso si attraggono a vicenda. Infatti il narcisista puo' ottenere facilmente provvigionamento narcisistico dal codipendente, molto piu' difficilmente da persone sane e sicure di se. Il codipendente, alla ricerca disperata di approvazione, caschera' facilmente nella trappola carismatica di "love-bombing" che il narcisista pone come esca. Infatti la sua fame d'amore accechera' i suoi istinti primari che gli diranno che qualcosa in tale situazione non va. Vorra' credere alle sdolcinate scenate d'amore che il narcisista si impegnera' a recitare in modo da intrappolare il codipendente nella sua trappola. E poi la dinamica prendera' quel sofferente sfruttamento del codipendente, il quale sara' costretto a rinunciare sempre di piu' a se stesso, alla sua verita', ai suoi valori, per stare con il narcisista.

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