• Valentina Poletti

La frequenza collettiva che blocca l'Italia

Se c'e' una frequenza collettiva predominante in Italia, che ne blocca la crescita, credo che sia la negazione. Per ogni cosa si punta il dito a qualcuno, l'obiettivo non e' risolvere il problema, ma di trovare un nemico o un capro espiatorio a cui addossarlo, per non doverlo gestire. Si fa di tutto pur di non guardarsi allo specchio, si trova ogni distrazione per non sentire, dall'ossessionata ricerca del "gusto" e dei cibi stimolanti che sono diventati addirittura un marchio culturale che ci ha fatto dimenticare il vero scopo del cibo, all'ossessione per l'apparire con la moda, alla televisione, a stimoli come il porno e l'oggettificazione della donna, ed esperienze sessuali malsane. L'Italia e' il paese numero uno che sfrutta il mercato sessuale minorile all'estero. Un problema incredibilmente grave ed allarmante, che dovrebbe farci rizzare i capielli, e che invece e' comodamente spazzato sotto il tappeto, tanto chissene frega dei bambini Africani stuprati dai nostri uomini. Persino nelle comunita' progressiste e "spiritualmente evolute" di persone che predicano il cambiamento, spesso si trova un divario tra "noi" e "loro", un puntare il dito a qualcuno. Cosa ci succede? Perche' abbiamo cosi' paura di noi stessi?

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